Colite: fumo e sigarette

 

Nonostante nel mondo medico se ne parli poco, il fumo di sigarette è strettamente correlato ai problemi del nostro apparato gastrointestinale, come ad esempio la colite. Analizzando infatti le innumerevoli statistiche, e come vedremo più avanti anche stante ad alcuni studi scientifici, ci sono migliaia di pazienti che soffrono di sindrome del colon irritabile a causa della loro dipendenza da nicotina.

 

Non solo dunque dovrebbe essere spunto di riflessione l’elenco corposo di malattie respiratorie legate al fumo, ma anche quello delle patologie gastroenteriche, che oggi come oggi si stanno estendendo a macchia d’olio tra coloro che fumano abitualmente sigarette.

I gastroenterologi avvertono che lo stress e il fumo possono aumentare il rischio di soffrire di problemi colitici, che a loro volta vanno ad incidere negativamente sull’apparato bronchiale provocando tra le altre cose disturbi come l’asma.

 

 

Le tesi avvalorate dalla scienza

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Secondo un recente studio, l’infiammazione intestinale può essere ricondotta al vizio del fumo. A mettere in piedi la ricerca sono stati degli scienziati coreani, che hanno condotto dei validi esperimenti in laboratorio. Dopo aver infatti esposto i topi al fumo di sigarette hanno notato che gli animali sviluppavano a poco a poco una condizione colitica. Al contempo i ricercatori hanno individuato l’esistenza di una proteina infiammatoria responsabile di questo effetto.

Una simile scoperta potrebbe essere un valido punto di riferimento per gli scienziati, al fine di sviluppare delle nuove cure contro le patologie intestinali infiammatorie (come la malattia di Chron). Al contempo ciò potrebbe accrescere nei fumatori la consapevolezza di ciò che rischiano a livello intestinale, mettendoli in guardia sui danni che il fumo provoca sulla salute.

Altri studi precedenti avevano già dimostrato che alcuni disturbi intestinali, come la malattia di Chron fossero strettamente correlata al vizio della sigaretta.

Tuttavia allora gli scienziati non erano riusciti a stabilire quale fosse il meccanismo che metteva in relazione intestino e sigaretta. Sicuramente si ipotizzava che l’infiammazione nei polmoni potesse estendersi in un certo qual modo anche all’intestino, ma non c’erano prove ad avvalorare questa tesi.

Tornando allo studio recente, invece, Hyunsu Bae, dell’Università di Kyung Hee in Corea del Sud, autore della ricerca, ha spiegato che le vie aeree hanno molto in comune con l’apparato intestinale. È stato dunque importante per la medicina venire a capo di questa misteriosa connessione esistente tra i polmoni e l’intestino.

Quasi sicuramente, secondo gli scienziati, coloro che sviluppano malattie intestinali (tra cui anche la colite) sono già affetti da patologie delle vie aeree.

L’esperimento di laboratorio comunque, si è svolto nel modo seguente. Il team di ricerca ha usato delle cavie da laboratorio, topi per intenderci, e le ha esposte al fumo di venti sigarette al giorno per sei giorni a settimana. L’esperimento è durato poche settimane.

Dopodiché gli scienziati hanno esaminato la presenza di infiammazione nei polmoni dei topi. Rispetto a quelli che avevano respirato aria pulita, i topi esposti al fumo di sigaretta avevano evidenti infiammazioni polmonari. Al contempo è emerso un livello alterato di muco e di infiammazione nel colon. Alcuni topi mostravano anche tracce di sangue nelle feci.

I ricercatori hanno evidenziato anche un’anomalia nei livelli di cellule CD4 + T, un tipo di globuli bianchi che producono una proteina pro-infiammatoria chiamata interferone-gamma. Il team ha studiato a fondo la condizione per capire se questa proteina responsabile della colite dipendesse dal fumo della sigaretta. Hanno perciò ripetuto l’esperimento con topi che avevano poche cellule CD4 + T e con quelli che non avevano la proteina interferone-gamma. In ambedue i casi i topi presentavano forme di colite.

Gli scienziati avevano capito che le suddette cellule provenissero dalla relazione tra colite e fumo. Tuttavia non sapevano se esse partissero dai polmoni e poi passassero più in basso nell'apparato gastrointestinale. Per capire se avvenisse ciò dunque, hanno nuovamente esposto i topi al fumo e poi hanno hanno isolato le cellule CD4 + T dal tessuto vicino ai loro polmoni. Hanno dunque trasmesso queste cellule nei polmoni dei topi “non fumatori. E con loro sorpresa non solo tali cellule si sono spostate nel colon ma i topi hanno persino cominciato a soffrire di colite.

 

 

Appare dunque evidente che il fumo di sigaretta sia responsabile dell’attivazione delle cellule CD4 + T nei polmoni, che a loro volta migrano al colon, irritandolo. I fumatori che avvertono dunque fastidio a livello intestinale, dovrebbero riguardarsi ed evitare di inalare fumo.

Da questo studio non solo si può finalmente dare una spiegazione della relazione intercorrente entra apparato intestinale e apparato respiratorio, ma si può anche cominciare l’elaborazione di nuovi trattamenti curativi per le patologie del colon, come abbiamo già avuto modo di accennare.

 

Smettere di fumare aiuta a curare la colite

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Molte sono le testimonianze che dimostrano quanto lo studio poc’anzi spiegato sia effettivamente valido. I medici ribadiscono di frequente come liberarsi dal tabagismo riduce in maniera drastica il rischio di innescare processi degenerativi nei soggetti che stanno provando a curare la colite.

Non è infatti un mistero che tutte le persone non fumatrici abbiano meno possibilità di soffrire di irritazioni intestinali.

Questo vuol dire che il vizio del fumo genera effetti gravi tra colon e apparato intestinale, che nella peggiore delle ipotesi possono trasformarsi in gravi patologie come ad esempio i tumori.

Questo binomio colite-sigarette non va preso sottogamba, fumare può innescare meccanismi pericolosi che vanno a pregiudicare la nostra salute, anche a livello gastrico.

 

 

Come uscire da questo circolo vizioso

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È possibile uscire da questo circolo vizioso?

Ovviamente sì, è possibile ed è importante farlo, affinché si possa anche superare il fastidioso problema colitico. Tutti i fumatori accaniti dovrebbero guardare in faccia la realtà ed entrare nell’ottica che ad aggravare la loro salute gastrica e il loro sistema immunitario c’è proprio la dipendenza dalla sigaretta.

Come tutti sanno, il processo di disintossicazione da nicotina non è semplice a farsi, ma abbinato parallelamente alla cura farmacologica per la colite, può essere un valido aiuto contro questo disturbo intestinale. Oltre al fatto che, comunque, gettare la cicca comporta tanti altri benefici al corpo e alla mente.

Tutti i medici sanno che per aiutare il tabagista e curarlo bisogna sradicare le loro insicurezze e le loro convinzioni dal punto di vista mentale. In tal senso, una volta raggiunta la giusta consapevolezza e la giusta libertà mentale, anche il corpo tenderà a raggiungere obiettivamente una sensazione valida di benessere. D'altronde per chi ha davvero l'intenzione di smettere esistono in commercio numerosi prodotti, farmaci, libri ed altro per cercare di smettere di fumare. Non ultimo, si potrebbe provare a smettere, fumando sigarette elettroniche con liquidi con poca o senza nicotina, facendo un favore non solo al nostro organismo, ma anche al nostro portafoglio grazie ai costi minori ed al fatto di poter acquistare questo materiale anche online (come ad esempio su Cigabyte) in vari shop specializzati.